Declino cognitivo e movimento: il legame che pochi conoscono

Quando si parla di declino cognitivo negli anziani, il pensiero corre subito alla memoria: nomi dimenticati, oggetti smarriti, difficoltà a seguire una conversazione. Molti caregiver credono che l’unica risposta sia “allenare la mente” con cruciverba, lettura o giochi di logica. Ma c’è un aspetto spesso ignorato: il cervello ha bisogno del corpo per funzionare bene.

Negli over 70, il declino cognitivo non dipende solo dall’età o da malattie neurologiche, ma anche dallo stile di vita. L’inattività fisica priva il cervello di stimoli fondamentali. Al contrario, l’esercizio regolare, anche se lieve, ha un impatto sorprendente: migliora memoria, attenzione, linguaggio e perfino l’umore.

Per un caregiver, conoscere questo legame significa poter fare molto di più: non solo assistere, ma stimolare il proprio caro in modo globale, aiutandolo a muoversi e a pensare meglio.

Perché il movimento aiuta il cervello?

1. Maggiore afflusso di sangue al cervello

Ogni volta che ci muoviamo, il cuore pompa più sangue. Questo porta ossigeno e nutrienti al cervello, mantenendolo attivo e vitale.

2. Produzione di BDNF (fattore neurotrofico)

L’attività fisica stimola la produzione di una proteina chiamata BDNF, che protegge i neuroni e favorisce la nascita di nuove connessioni.

3. Riduzione dello stress

L’esercizio regolare abbassa i livelli di cortisolo (ormone dello stress), migliorando concentrazione e memoria.

4. Stimolo cognitivo “indiretto”

Muoversi richiede coordinazione, pianificazione, attenzione. Anche camminare contando i passi o seguendo un ritmo stimola le funzioni cognitive.

Conseguenze della sedentarietà sul cervello

  • Declino cognitivo accelerato: meno stimoli = più perdita di memoria.
  • Maggiore rischio di demenza: la sedentarietà è un fattore di rischio noto.
  • Depressione e isolamento: senza movimento diminuiscono anche le occasioni di socialità.

Segnali precoci da osservare come caregiver

  • Difficoltà a ricordare esercizi appena mostrati.
  • Perdita di interesse per attività motorie prima apprezzate.
  • Movimenti rallentati, esitazioni nei trasferimenti.
  • Minore partecipazione a conversazioni.

Questi segnali non devono spaventare, ma incoraggiare a stimolare il corpo per proteggere la mente.

Strategie pratiche per caregiver

1. Inserire movimento nella routine quotidiana

  • Camminata breve in casa o all’aperto.
  • Salire pochi gradini, se possibile.
  • Fare stretching dolce insieme.

 

2. Attività “dual task” (corpo + mente insieme)

Queste attività allenano fisico e cervello simultaneamente:

  • Camminare contando all’indietro.
  • Lancio palla + parola: ogni volta che si lancia, dire il nome di una città o un frutto.
  • Sequenze mani-piedi: toccare spalla opposta, poi piede, alternando.

 

3. Coinvolgere il caregiver attivamente

Fare esercizi insieme è più motivante e riduce il rischio di rinuncia.

Esercizi consigliati

Da seduti

  • Alzate di gamba alternate contando ad alta voce.
  • Movimenti circolari con le braccia nominando colori o oggetti.

 

In piedi (con appoggio)

  • Marcia sul posto ripetendo una filastrocca.
  • Passi laterali dicendo i giorni della settimana.

Alimentazione e integratori di supporto

Problema Integratore Note pratica caregiver
Memoria debole Omega-3 Favorisce plasticità cerebrale
Stress mentale Magnesio Effetto calmante naturale
Supporto cognitivo Vitamine gruppo B Fondamentali per il sistema nervoso

ATTENZIONE! SEMPRE SOTTO CONTROLLO MEDICO: MAI DARE INTEGRATORI SENZA INDICAZIONE.

Il ruolo del caregiver

  • Osservare i progressi: piccoli miglioramenti contano molto.
  • Motivare con pazienza: meglio incoraggiare che criticare.
  • Creare routine: esercizi sempre nello stesso momento della giornata.
  • Coinvolgere il fisioterapista: imparare attività su misura.

Perché la fisioterapia domiciliare è fondamentale

  • Allenamento mirato con esercizi corpo-mente.
  • Ambiente familiare, che riduce ansia e stress.
  • Coinvolgimento diretto del caregiver per continuità terapeutica.
  • Migliore prevenzione del declino cognitivo grazie a stimoli regolari.

Conclusione

Il declino cognitivo non si affronta solo con farmaci o esercizi mentali. Il movimento è la chiave nascosta che mantiene il cervello giovane. Un caregiver che stimola il proprio caro a muoversi regolarmente, magari insieme a un fisioterapista a domicilio, contribuisce a preservare memoria, autonomia e serenità.

Corpo e mente non sono separati: allenare l’uno significa proteggere l’altro.

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Fabio Nicolosi

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